Blog Dottoressa Barbara Premoli

Genitori Separati: dalla logica della legge al luogo degli affetti

Nella mia pratica clinica le separazioni costituiscono un ambito di intervento che mi sta molto a cuore per le complesse dinamiche che caratterizzano questo particolare momento della vita della coppia e per il grande livello di sofferenza di tutti i membri del sistema familiare. La richiesta di aiuto psicologico della coppia separata o in fase di separazione costituisce un importante e spesso sofferto passo per affrontare il dolore, uscire dall’impasse delle rivendicazioni e trovare strumenti di cooperazione nell’esclusivo interesse dei figli. Nell’ambito della terapia, ciò che spesso i partners riportano è la sensazione di sentirsi meno soli e di essere supportati nel difficile percorso che porta alla consapevolezza che si può finire di essere coppia ma non di essere genitori. Scegliere di farsi aiutare è un’affermazione di voler rendere questo doloroso momento di cambiamento il meno lacerante possibile, proteggendo il proprio essere genitori e il benessere dei figli.

La separazione segna la conclusione del rapporto di coppia ma porta anche alla necessità di trovare un modo nuovo di essere genitori. Continuare a essere genitori senza il matrimonio o la convivenza della coppia richiede impegno, volontà e collaborazione. Ai genitori spetta di mettersi in gioco, di dedicare molto tempo alla costruzione della sintonia educativa, investire energie sufficienti al reciproco confronto sulle questioni relative all’educazione dei figli, condividendo aspettative, convinzioni, paure e decidendo assieme nell’ottica educativa in base a quali regole, atteggiamenti e prospettive impostare la relazione con i figli.

Pur nella separazione, i genitori devono sentirsi legati dal desiderio di agire per il bene dei figli: la condivisione di questo ideale costituisce il fondamento dell’alleanza educativa e deve fungere da base per una rinnovata fiducia reciproca, necessaria alla collaborazione. Una coppia che ha deciso di intraprendere il percorso di separazione si trova ad affrontare il processo del distacco e contemporaneamente il difficile e impegnativo compito di trovare un terreno comune dove incontrarsi per continuare ad essere genitori. Questo luogo d’incontro è costituito dalle necessità dei figli, dalla loro crescita, dai loro progetti e dalle scelte per il loro futuro. Perché questo luogo possa costituirsi è però necessario che i partners affrontino il vissuto doloroso della separazione. La coppia che si separa ha la necessità di uscire dalla logica del “deciderà il giudice”, ha bisogno di recuperare, seppure con una fatica riconoscibile, le proprie responsabilità e la capacità di decidere, di pensare e di intendersi sul futuro dei figli. Si tratta di assicurare il loro diritto di crescere e di rispettarne bisogni ed esigenze. Si tratta di trovare accordi, stabilire intese continuando a fare progetti insieme a loro. Questo comporta anche assumersi la responsabilità del proprio fallimento: bisogna riconoscere di non essere riusciti a fare del proprio rapporto un’unione armoniosa e felice, un’ammissione difficile, soprattutto nei primi anni dopo la separazione, quando si tende a focalizzarsi sulle manchevolezze e sugli errori dell’Altro.

La separazione e il divorzio costituiscono oggi una scelta caratterizzata da un clima di conflittualità più o meno elevata che inevitabilmente ricade sui figli influenzando in modo significativo la qualità della loro crescita e la loro relazione, anche futura, con i genitori. I dati indicano come la litigiosità tra le coppie genitoriali separate ha raggiunto un livello di violenza preoccupante segnando in modo significativo la vita dei minori e il loro futuro di adulti. I bambini crescono nel gioco delle relazioni identitarie e di cura dei genitori, non solo nei primi anni di vita, ma per tutta la costruzione della loro identità adulta. Una delle condizioni indispensabili affinché il processo educativo genitoriale si realizzi con efficacia è rappresentata dall’unitarietà e dalla coesione educativa cioè dalla capacità dei genitori di mantenersi uniti e concordi nella gestione della relazione educativa. I figli hanno bisogno di sapere che i genitori continuano ad esserci per loro, che continuano a fare il padre e la madre anche se la famiglia non è più unita.

La difficoltà della coppia nel costituire un Noi genitoriale porta al prevalere del conflitto e del desiderio di vendetta sul benessere dei propri figli; voi genitori dovete trovare il coraggio di chiedere aiuto, darvi l’opportunità di un sostegno con esperti nella gestione dei conflitti che vi supportino nella riorganizzazione delle relazioni familiari perché si possano evitare ulteriori ferite nella vostra vita e in quella dei vostri figli. Dovete diventare i protagonisti delle scelte che riguardo la vostra vita e la crescita dei vostri figli.

Post scritto da Barbara Premoli
Esperta di disturbi d'ansia, depressione, traumi psicologici, problematiche sessuali, crisi di coppia.
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