Blog Dottoressa Barbara Premoli

Dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di Primo Grado: come scegliere la scuola giusta.

Il prossimo gennaio molti ragazzi e i loro genitori si troveranno ad affrontare la scelta della scuola secondaria di primo grado (Scuola Media). Il passaggio alla scuola secondaria rappresenta un cambiamento notevole nella vita dei ragazzi e coinvolge più livelli. Per il ragazzo si tratta di un nuovo ambiente in cui inserirsi, con insegnanti nuovi e, spesso, anche nuovi compagni. L’ambiente familiare della scuola primaria viene sostituito da un contesto più strutturato; gli adulti di riferimento cambiano ed è necessario instaurare relazioni più mature. Il cambiamento di contesto è accompagnato anche da un diverso livello didattico: le materie di studio aumentano e il lavoro necessita di maggiore capacità di organizzazione e gestione in autonomia.

Questo cambiamento avviene in un momento complesso di vita del ragazzo caratterizzato dall’ingresso nella preadolescenza. Accanto a mutamenti tipici della pubertà, ci sono importanti crescite a livello cognitivo ed emotivo che hanno ripercussioni sul vissuto soggettivo del ragazzo che si trova ad affrontare un mondo diverso e necessita di strumenti completamente nuovi.

In questo significativo momento di scelta i genitori rivestono un ruolo importante in quanto devono affiancare il figlio o la figlia nel loro momento di crescita e contemporaneamente devono compiere l’importante selezione della scuola più adatta. Molti sono gli interrogativi che accompagnano questa scelta in quanto entrano in gioco diversi fattori: Devono scegliere i genitori o i ragazzi? E’ meglio optare per un istituto vicino a casa? Bisogna assecondare il desiderio dei figli di frequentare la stessa scuola dei loro amici? Come valutare la migliore proposta formativa? 

Nella scelta della scuola è necessario tenere presente che per raggiungere una buona formazione non serve la scuola migliore ma la scuola giusta in base alle caratteristiche dell’allievo. La scuola rappresenta uno dei principali contesti di socializzazione e di crescita per le attuali generazioni, un ambiente adeguato alle caratteristiche del ragazzo può permettergli un buon adattamento e una positiva evoluzione delle abilità di apprendimento, della socializzazione e del comportamento. La scuola pone all’allievo non solo importanti richieste di apprendimento ma anche specifici compiti di sviluppo, una scelta con un andamento positivo, può contribuire a costruire un percorso evolutivo in cui il ragazzo chiarisce chi è come persona, definisce il suo progetto futuro e influenza positivamente la costruzione del suo percorso identitario. Al contrario, è possibile che si verifichi un esito negativo o incerto che blocca lo sviluppo allontanando il ragazzo dal percorso conoscitivo.

Il concetto di adattamento scolastico viene concepito come un processo evolutivo complesso, influenzato da molteplici fattori interni ed esterni al singolo individuo e dall’interazione che si realizza fra le sue caratteristiche e quelle dell’ambiente che lo circonda. L’adattamento possiamo definirlo come la capacità dell’allievo di rispondere alle richieste che la scuola propone e che, come detto, riguardano non solo il piano dell’apprendimento ma anche quello delle relazioni con gli altri e l’acquisizione di un comportamento più maturo.

Per scegliere la scuola giusta dobbiamo principalmente considerare due aspetti: quello psicologico legato alla personalità, alle attitudini e alle caratteristiche evolutive del ragazzo e quello formativo e organizzativo. La disponibilità ad apprendere, il bisogno di stare con i compagni della primaria si scontrano con la nuova esigenza di costruire la propria identità, seguendo le proprie attitudini e acquisendo autonomia di giudizio, libertà di azione, corrispondenza tra mondo interno ed esterno. Nell’operare una scelta i genitori devono valutare attentamente le capacità, gli interessi, i punti di forza e quelli deboli del ragazzo assecondando il più possibile le personali attitudini, ad esempio, alla musica, alla tecnologia, alle lingue, allo sport. In secondo luogo, confrontare quanto emerge dai ragazzi con le caratteristiche delle varie scuole e con le richieste del contesto formativo.

L’inserimento in una scuola secondaria, rispetto a quella primaria richiede una maggiore capacità del ragazzo di rendersi indipendente e, se non è preparato psicologicamente, tale momento può essere problematico. Mentre nella scuola primaria il bambino vede la maestra come la figura materna supplementare dalla quale sentirsi continuamente approvato o disapprovato, in quella secondaria, dove c'è un maggior numero di docenti, questo rapporto risulta frammentato e quindi è più difficile mantenere l'approccio ottimale con ogni professore.

Inoltre, il ragazzo entra a far parte di una classe che rappresenta per lui un luogo di appartenenza e di sperimentazione del sé nel rapporto con i pari e gli adulti. Nel gruppo classe sono tante le dinamiche che si mettono in gioco; può essere una risorsa positiva se funziona bene poiché, oltre a migliorare l’apprendimento, può aiutare il singolo nei suoi processi di crescita affettiva e sociale. Tuttavia, non sempre a quest’età è facile coinvolgersi in nuove relazioni, i ragazzi hanno necessità di allenare la facoltà di costruire nuove amicizie e la scuola rappresenta il contesto privilegiato.

È necessario che la scuola sappia curare l’accoglienza non solo all’inizio dell’anno ma anche durante tutto il percorso scolastico. Si possono usare metodi di apprendimento in piccoli gruppi che incrementino la partecipazione e l’attività da parte di tutti. Attraverso lo svolgimento di attività in gruppo, il ragazzo sviluppa le competenze sociali come la comunicazione, la collaborazione, il rispetto delle regole. Sicuramente ciò aiuta il preadolescente a confrontarsi con gli altri, a conoscere meglio il proprio valore e le proprie capacità e favorisce la sua autostima. Per imparare, l’allievo ha bisogno di avere una buona immagine di sé, di credere nelle proprie possibilità di successo, di accettare di essere destabilizzato, di commettere errori e quindi riconoscere la propria fragilità e insicurezza. Accogliendolo e riconoscendo i suoi errori come processi di apprendimento, accettando la sua identità, lasciandogli la possibilità di esprimere le sue emozioni, prestando attenzione alle relazioni e all’inserimento del ragazzo all’interno del gruppo classe, viene soddisfatto il bisogno di considerazione e di comunicazione e si favorisce la sua autonomia personale e sociale.

Come genitori, la prima cosa utile per scegliere il giusto contesto scolastico per i propri figli è quello di ascoltarli il più possibile, in modo vero, profondo, sintonizzandosi anche su ciò che non dicono, ma che spesso segnalano con il loro comportamento sia nel contesto domestico sia nel confronto con l’ambiente esterno. Ci sono ragazzi che vivono un profondo senso di insicurezza, che non si sentono valorizzati, che faticano a mettersi alla prova da protagonisti, a coltivare i propri interessi, ad aprirsi al mondo esterno, ad imparare a differenziarsi dai propri genitori, a gestire il confronto con i pari. Diventa importante in questo momento dello sviluppo essere presenti in modo incoraggiante, rassicurarli sulle loro capacità e ritagliarsi momenti significativi da condividere cercando di entrare nel loro mondo, godendo della loro compagnia e facendoli sentire apprezzati e importanti.

Anche gli insegnanti possono avere molti elementi di osservazione del ragazzo e delle dinamiche relazionali che avvengono in classe e possono dare un aiuto concreto ai genitori per orientare la scelta del percorso formativo futuro.

La lettura di testi specifici che parlino di questa età è sicuramente molto utile e illuminante per comprendere meglio come allenarli all’autonomia e alla responsabilità e a far vedere la scuola secondaria come un luogo di crescita, di passaggio importante per diventare grandi, come luogo per costruire nuove relazioni e coltivare i propri interessi.

Nel momento in cui diventa difficile comprendere i bisogni di crescita dei figli o si tema di perdere di vista la propria competenza genitoriale può essere utile rivolgersi agli specialisti del settore.

Post scritto da Barbara Premoli
Esperta di disturbi d'ansia, depressione, traumi psicologici, problematiche sessuali, crisi di coppia.
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